Il papa morto.

"Per quello che riguarda i papisti, è certo che di molte delle loro pericolose opinioni, che sono distruttive di tutti i governi, eccetto il governo del papa, non deve essere tollerata la propagazione" (John Locke)

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lunedì, 10 dicembre 2007
Il papa ha ragione!

Da Kataweb:

"Papa: Ragazzi di oggi ingannati da adulti senza scrupoli."
"Benedetto XVI è preoccupato per “I giovani di oggi, cresciuti in un ambiente saturo di messaggi che propongono falsi modelli di felicità”."

Postato da: grendel00 a 14:45 | link | commenti (2)| commenti (2) (popup) |
papa, aids, vaticanate, crimen sollicitationis

sabato, 19 maggio 2007
Corrono ai ripari. Ma e' troppo tardi.

Pubblichiamo una notizia fresca fresca di giornata:
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L'Avvenire respinge "l'accusa, rivolta a Joseph Ratzinger, di essere stato niente meno che il responsabile massimo della copertura di crimini pedofili commessi da sacerdoti in varie parti del globo, in quanto 'garante' per 20 anni, da quando fu nominato prefetto vaticano, del testo Crimen Sollicitationis, che è un'istruzione emanata in realtà dal Sant'Uffizio il 16 marzo 1962".
Secondo il quotidiano, "quel documento veniva presentato dalla Bbc come un marchingegno furbesco, escogitato dal Vaticano per coprire reati di pedofilia, quando invece si trattava di un'importante istruzione atta a 'istruire' i casi canonici e portare alla riduzione allo stato laicale i presbiteri coinvolti in nefandezze pedofile". Insomma, insiste il giornale della Cei, il documento altro non sarebbe che "un insieme di norme rigorose, che nulla aveva a che fare con la volontà di insabbiare potenziali scandali". (fonte e articolo completo su: www.repubblica.it )
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Per fugare ogni dubbio, quindi, il nostro solerte staff di liberi pensatori sta traducendo dall'inglese all'italiano il documento "Crimen Sollicitationis" reso pubblico dalla BBC. La traduzione verrà pubblicata a puntate su questo sito, in modo che tutti voi possiate leggerlo e farvi un'idea precisa di chi sia a coprire le "nefandezze pedofile" compiute da molti preti.

Tornate a trovarci, quindi. Presto troverete la prima puntata...

Postato da: ilpapamorto a 14:26 | link | commenti (14)| commenti (14) (popup) |
media, papa, informazione, medioevo

mercoledì, 16 maggio 2007
Le ultime parole famose

Sempre piu' spesso i cattolici si difendono con frasi del tipo "La chiesa non se la prende con nessuno, anzi viene attaccata ed e' costretta a difendersi..." e roba simile.

Le ultime parole famose, sembrano. Leggete qui: (fonte: www.repubblica.it di oggi)

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"I nuovi "nemici" della cristianità sono l'aborto, l'eutanasia, la negazione della dualità sessuale e della famiglia basata sul matrimonio.

Il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori, torna all'attacco e ripete le sue invettive in una messa celebrata a Gubbio in onore di Sant'Ubaldo. Betori. Proprio in virtù del luogo, questa volta il numero due della Cei non si è limitato ad indicare i nemici della cristianità ma ha affrontato un paragone storico.

Betori ha paragonato il "nichilismo e il relativismo etico attuali" alle truppe di Federico Barbarossa che, nel 1155, assediarono Gubbio e furono eroicamente respinte dal vescovo Ubaldo.".

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Hey "cari" cattolici! Ma questo Sig. Betori (per la cronaca: è il vice di Bagnasco, mica un pretuccio qualsiasi...) e' amico vostro, o sbaglio? e a nome di chi parla? vostro, o sbaglio? O volete farmi credere che le sue frasi sono espresse a titolo personale? Qui mi sembra che l'attacco al libero pensiero venga proprio dalle alte gerarchie cattoliche...

PS: sempre per la cronaca: Ubaldo è santo senza che a lui sia stato attribuito il benche' minimo miracolo. Le solite storie di raccomandati eccellenti. :D

 

Postato da: ilpapamorto a 15:56 | link | commenti (5)| commenti (5) (popup) |
chiesa, papa, medioevo, caccia alle streghe

domenica, 13 maggio 2007
Heaven's Angels!

Ride baby ride!
Via, veloci come ratzy verso la verità assoluta
(e qualche voto in piu', che non fa mai male)!!!

Postato da: ilpapamorto a 11:59 | link | commenti (2)| commenti (2) (popup) |
politica, papa, family day

martedì, 10 aprile 2007
De Delictis Gravioribus (italiano)

LETTERA inviata dalla Congregazione per la dottrina della fede ai vescovi di tutta la Chiesa cattolica e agli altri ordinari e prelati  interessati, circa I DELITTI PIU’ GRAVI riservati alla medesima Congregazione per la dottrina della fede, 18 maggio 2001

Per l’applicazione della legge ecclesiastica, che all’art. 52 della Costituzione apostolica sulla curia romana dice: “[La Congregazione per la dottrina della fede] giudica i delitti contro la fede e i delitti più gravi commessi sia contro la morale sia nella celebrazione dei sacramenti, che vengano a essa segnalati e, all’occorrenza, procede a dichiarare o a infliggere le sanzioni canoniche a norma del diritto, sia comune che proprio”, era necessario prima di tutto definire il modo di procedere circa i delitti contro la fede: questo è stato fatto con le norme che vanno sotto il titolo di Regolamento per l’esame delle dottrine, ratificate e confermate dal sommo pontefice Giovanni Paolo II, con gli articoli 28-29 approvati insieme in forma specifica.

Quasi nel medesimo tempo la Congregazione per la dottrina della fede con una Commissione costituita a tale scopo si applicava a un diligente studio dei canoni sui delitti, sia del Codice di diritto canonico sia del Codice dei canoni delle Chiese orientali, per determinare “i delitti più gravi sia contro la morale sia nella celebrazione dei sacramenti”, per perfezionare anche le norme processuali speciali nel procedere “a dichiarare o a infliggere le sanzioni canoniche”, poiché l’istruzione Crimen sollicitationis finora in vigore, edita dalla Suprema sacra Congregazione del Sant’Offizio il 16 marzo 1962, doveva essere riveduta dopo la promulgazione dei nuovi codici canonici.

Dopo un attento esame dei pareri e svolte le opportune consultazioni, il lavoro della Commissione è finalmente giunto al termine; i padri della Congregazione per la dottrina della fede l’hanno esaminato più a fondo, sottoponendo al sommo pontefice le conclusioni circa la determinazione dei delitti più gravi e circa il modo di procedere nel dichiarare o nell’infliggere le sanzioni, ferma restando in ciò la competenza esclusiva della medesima Congregazione come Tribunale apostolico. Tutte queste cose sono state dal sommo pontefice approvate, confermate e promulgate con la lettera apostolica data in forma di motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela.

I delitti più gravi sia nella celebrazione dei sacramenti sia contro la morale, riservati alla Congregazione per la dottrina della fede, sono:

- I delitti contro la santità dell’augustissimo sacramento e sacrificio dell’eucaristia, cioè:

1° l’asportazione o la conservazione a scopo sacrilego, o la profanazione delle specie consacrate:

2° l’attentata azione liturgica del sacrificio eucaristico o la simulazione della medesima;

3° la concelebrazione vietata del sacrificio eucaristico assieme a ministri di comunità ecclesiali, che non hanno la successione apostolica ne riconoscono la dignità sacramentale dell’ordinazione sacerdotale;

4° la consacrazione a scopo sacrilego di una materia senza l’altra nella celebrazione eucaristica, o anche di entrambe fuori della celebrazione eucaristica;

- Delitti contro la santità del sacramento della penitenza, cioè:

1° l’assoluzione del complice nel peccato contro il sesto comandamento del Decalogo;

2° la sollecitazione, nell’atto o in occasione o con il pretesto della confessione, al peccato contro il sesto comandamento del Decalogo, se è finalizzata a peccare con il confessore stesso;

3° la violazione diretta del sigillo sacramentale;

- Il delitto contro la morale, cioè: il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età.

Al Tribunale apostolico della Congregazione per la dottrina della fede sono riservati soltanto questi delitti, che sono sopra elencati con la propria definizione.

Ogni volta che l’ordinario o il prelato avesse notizia almeno verosimile di un delitto riservato, dopo avere svolte un’indagine preliminare, la segnali alla Congregazione per la dottrina della fede, la quale, a meno che per le particolari circostanze non avocasse a sé la causa, comanda all’ordinario o al prelato, dettando opportune norme, di procedere a ulteriori accertamenti attraverso il proprio tribunale. Contro la sentenza di primo grado, sia da parte del reo o del suo patrono sia da parte del promotore di giustizia, resta validamente e unicamente soltanto il diritto di appello al supremo Tribunale della medesima Congregazione.

Si deve notare che l’azione criminale circa i delitti riservati alla Congregazione per la dottrina della fede si estingue per prescrizione in dieci anni. La prescrizione decorre a norma del diritto universale e comune: ma in un delitto con un minore commesso da un chierico comincia a decorrere dal giorno in cui il minore ha compiuto il 18° anno di età.

Nei tribunali costituiti presso gli ordinari o i prelati possono ricoprire validamente per tali cause l’ufficio di giudice, di promotore di giustizia, di notaio e di patrono soltanto dei sacerdoti. Quando l’istanza nel tribunale in qualunque modo è conclusa, tutti gli atti della causa siano trasmessi d’ufficio quanto prima alla Congregazione per la dottrina della fede.

Tutti i tribunali della Chiesa latina e delle Chiese orientali cattoliche sono tenuti a osservare i canoni sui delitti e le pene come pure sul processo penale rispettivamente dell’uno e dell’altro Codice, assieme alle norme speciali che saranno date caso per caso dalla Congregazione per la dottrina della fede e da applicare in tutto.

Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio.

Con la presente lettera, inviata per mandato del sommo pontefice a tutti i vescovi della Chiesa cattolica, ai superiori generali degli istituti religiosi clericali di diritto pontificio e delle società di vita apostolica clericali di diritto pontificio e agli altri ordinari e prelati interessati, si auspica che non solo siano evitati del tutto i delitti più gravi, ma soprattutto che, per la santità dei chierici e dei fedeli da procurarsi anche mediante necessarie sanzioni, da parte degli ordinari e dei prelati prelci sia una sollecita cura pastorale.

Roma, dalla sede della Congregazione per la dottrina della fede, 18 maggio 2001.

Joseph card. Ratzinger, prefetto.

Tarcisio Bertone, SDB, arc. em. di Vercelli, segretario

Traduzione integrale dal latino.
Traduzione in inglese.

Postato da: grendel00 a 22:14 | link | commenti (2)| commenti (2) (popup) |
chiesa, papa, medioevo

domenica, 18 febbraio 2007
Break pubblicitario

Postato da: grendel00 a 22:33 | link | commenti (5)| commenti (5) (popup) |
politica, chiesa, papa, papismo

lunedì, 29 maggio 2006
Ottima domanda, Santità...

Ratzinger Auschwitz

«Perché Signore hai taciuto? Perché hai potuto tollerare tutto questo?»
.

...ma non è Dio che deve rispondere.

Leggi.
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Postato da: grendel00 a 20:34 | link | commenti (6)| commenti (6) (popup) |
chiesa, papa, caccia alle streghe

martedì, 11 aprile 2006
Tutti Pazzi Per Razzy

pazziperrazzy

Da Barcepundit
Hat tip: Wellington.


Per il titolare del blog: se ci sei batti un colpo... (visto che sei... Morto )

Postato da: grendel00 a 21:24 | link | commenti (10)| commenti (10) (popup) |
papa

martedì, 07 febbraio 2006
Giù la maschera, signorine

EGO SUM PAPA

Talune forme di critica esasperata o di derisione degli altri denotano una mancanza di sensibilità umana e possono costituire in alcuni casi un'inammissibile provocazione.
dalla nota ufficiale della Santa Sede.

La cultura occidentale deve trovare un limite alla sua pretesa di fare della libertà un assoluto. Anche qui da noi, in Europa, ci si dovrebbe ribellare all'idea e alla pratica di chi irride ai simboli religiosi. (...) dico che dovrebbe esservi un'autocensura.
Il cardinale Achille Silvestrini.

La libertà di stampa, satira compresa, si deve fermare laddove inizia il credo religioso.
Mons Ersilio Tonini.

Per questo ci dovrebbe essere un limite alla libertà di stampa, imposta già dalla legge comune, quando offende una persona e va contro i diritti umani.
Il segretario del Consiglio delle Conferenze episcopali europee.

 

Update:

"I diritti di libertà vanno bene finché non toccano i fondamenti della tradizione, perché, toccata la tradizione, è toccata anche la base della nostra libertà."  [Minchia!]

Marcello Pera, dal Giornale

(Hat tip: Skunk)

Postato da: grendel00 a 21:12 | link | commenti (6)| commenti (6) (popup) |
papa, papismo

giovedì, 12 gennaio 2006
Una, dico una ogni tanto...

Benedetto 16: "Occorre evitare di introdurre farmaci che nascondano la gravita' dell'aborto".
Fonte: ANSA

Forchettata
Una bella forchettata di caxxi sua, mai, Santita?

Postato da: grendel00 a 15:03 | link | commenti (2)| commenti (2) (popup) |
chiesa, papa


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