Il papa morto.

"Per quello che riguarda i papisti, è certo che di molte delle loro pericolose opinioni, che sono distruttive di tutti i governi, eccetto il governo del papa, non deve essere tollerata la propagazione" (John Locke)

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domenica, 11 settembre 2005
Chi era nel cielo è morto...

(...) chi era dentro è morto, liquefatto insieme all'acciaio.

Mi chiedo se il dolore è fatto di acqua, se ci disseta, o se ci annega.
Siamo allenati all'orrore. Lo abbiamo accolto nei nostri schermi che ci inseguono come occhi di lupo. Poi l'orrore è entrato nel nostro cielo con quell'immagine indelebile: l'aereo che si infilava nella torre nord, spettacolare come in un film.
Perfetto. Mai visto niente di più perfetto. Se si pensa che quell'affare era un 737 alquanto ingombrante, il modo in cui si è infilato in quel grattacielo dà i brividi di per sé; provare per credere, riuscirci è beccare un terno al lotto. Anzi addirittura si raddoppia... L'impressione iniziale (per chi l'ha visto in diretta, come me) è stata la totale eclissi della mente.
Ho scoperto in quel momento di avere una mente inadeguata a stare dietro ad un evento del genere. M'ha preso la telefonite compulsiva. Ho buttato giù dal letto e dalla sedia chiunque avessi a tiro. Qualcuno s'è pure scocciato.

Poi le ho viste crollare, le Torri.
Di un anno prima, le mie foto.
In quell'anno, peraltro, tante cose erano successe.
Tutto finito.
Fuorché l'orrore.

La gente pacifica trasformata in bersaglio di gente pacifica trasformata in arma. Morte che corre incontro alla morte. Vite ignote, che si accartocciano una contro l'altra. Gli assassini correvano verso il loro paradiso assieme alle vite di gente comune. Noi.

So che qualcuno dirà: non solo gli americani muoiono; ovvio. So che qualcuno dirà che magari se la son cercata. Fastidioso.
Qualunque cosa diciate, non potete negare che la vostra vita si è fermata.

Qualcuno ha scelto di lasciarsi andare volando almeno l'ultimo volo, gli altri, il destino li sceglieva: tu sì, tu no, tu sommerso, tu salvato...

Liberamente tratto da una riflessione di Margaret Mazzantini (in corsivo)

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